Tatiana Kennedy Schlossberg, quando una tragedia personale si scontra con la politica di un Paese in declino
Dall’ospedale ho guardato mentre Bobby, in aperto contrasto con la logica e il buon senso, veniva confermato nella carica, nonostante non avesse mai lavorato né in medicina, né nella sanità pubblica o nel governo
Nella frenesia delle vacanze di Natale, forse pochi si sono soffermati a riflettere sulla struggente lettera che Tatiana Kennedy Schlossberg, giornalista ambientale, ha scritto poco prima di morire di una rara forma di leucemia mieloide acuta. La lettera è stata pubblicata sul New Yorker il 22 novembre, proprio nel giorno dell’anniversario della morte di J. F. Kennedy, nonno di Tatiana.
Nella lettera la giovane donna, secondogenita di Caroline Kennedy, racconta con dovizia di particolari il suo calvario, iniziato nel 2024 subito dopo aver partorito la sua secondogenita Josephine.
Vale la la pena leggere il racconto che descrive tutte le fasi della sua odissea, iniziando dalla scoperta casuale della malattia, quando ancora si trovava in ospedale dopo aver partorito Josephine e nulla faceva ipotizzare che una donna di trentaquattro anni, salutista e molto sportiva, potesse avere sviluppato nel suo corpo una malattia che di solito si riscontra nei pazienti anziani Ogni medico che ho visto mi ha chiesto se avessi passato molto tempo a Ground Zero, visto quanto sono frequenti i tumori del sangue tra i soccorritori dell’11 settembre. Io l’11 settembre ero a New York, in prima media, ma non sono andata sul posto, se non molti anni dopo. La lettera prosegue parlando del grande amore ricevuto dai famigliari e dagli amici I miei genitori, mio fratello e mia sorella, anche loro, si sono occupati dei miei figli e sono rimasti seduti nelle mie varie stanze d’ospedale quasi ogni giorno negli ultimi diciotto mesi. Mi hanno tenuto la mano senza esitare, cercando di non lasciar trasparire la loro tristezza, per proteggermi anche da quello. È stato un dono immenso, anche se io il loro dolore lo sento ogni singolo giorno. Per tutta la vita ho cercato di essere brava, di essere una brava studentessa, una brava sorella, una brava figlia, e di proteggere mia madre, senza mai darle motivo di agitarsi o arrabbiarsi. Ora ho aggiunto una nuova tragedia alla sua vita, alla vita della nostra famiglia…. Inoltre vengono spesso menzionati con stima i medici e gli infermieri che si sono presi cura di lei Non ho mai incontrato un gruppo di persone più competente, più pieno di grazia ed empatia, più disposto a mettersi al servizio degli altri, delle infermiere. Se potessi, affiderei a loro il controllo del mondo. Ma le parole più intense sono di certo quelle dedicate ai suoi due figli Durante l’ultima sperimentazione clinica, il mio medico mi ha detto che poteva tenermi in vita per un anno, forse. Il mio primo pensiero è stato che i miei figli, i cui volti vivono in pianta stabile sulla parte interna delle mie palpebre, non si sarebbero ricordati di me.
Momenti di vita tragicamente simili a quelli di tanti altri malati e a cui i media hanno dato ampio risalto, ma la stessa importanza non è stata data ad un altro aspetto fondamentale, cioè al risvolto politico, quasi grottesco, di tutta la situazione. Tatiana non era una paziente qualunque, non era solo la nipote del Presidente americano più amato, J. f. Kennedy, ma era anche la cugina di Robert J. Kennedy, ministro della sanità del governo Trump, e, inevitabilmente , la lettera assume un tono politico perché la tragedia di Tatiana si interseca con le scelte del cugino in campo sanitario. Il cammino difficile di Tatiana ha richiesto il ricorso a vari cicli di chemioterapia, due trapianti e l’utilizzo di cellule CAR-T, una terapia messa a punto nell’arco di molti decenni grazie a milioni di dollari di finanziamenti pubblici. E proprio durante questo trattamento, nell’agosto 2024, Robert J.Kennedy era in procinto di essere nominato Ministro della Sanità e occuperà questo ruolo cruciale per tutta la durata della malattia. Tatiana non usa mezzi termini nel descrivere l’ascesa politica del cugino in passato, democratico, si era candidato alla presidenza come indipendente, risultando per lo più un motivo d’imbarazzo per me e per il resto della mia famiglia più stretta. Nell’agosto del 2024 ha sospeso la sua campagna per appoggiare in pieno Donald Trump che ha dichiarato che lo
avrebbe lasciato scatenarsi sulla sanità. La famiglia Kennedy non è rimasta inerte, Caroline ha scritto una lettera al Senato per impedire la conferma del cugino a segretario della Sanità Dall’ospedale ho guardato mentre Bobby, in aperto contrasto con la logica e il buon senso, veniva confermato nella carica, nonostante non avesse mai lavorato né in medicina, né nella sanità pubblica o nel governo
All’improvviso il sistema sanitario su cui Tatiana faceva affidamento era crollato. I medici e gli scienziati della Columbia, l’ospedale che l’aveva in cura, non sapevano se avrebbero potuto continuare le ricerche, non dimentichiamo che la Columbia è stato uno dei primi bersagli dell’amministrazione Trump nella sua crociata contro il presunto antisemitismo nei campus. Inoltre, a causa del trapianto, Tatiana era immunodepressa, avrebbe dovuto sottoporsi a tutti i vaccini dell’infanzia e Lo scetticismo di Bobby sui vaccini è noto e io temevo soprattutto di non poter più ricevere i miei e restare immunodepressa per il resto della vita, insieme a milioni di sopravvissuti al cancro, bambini piccoli e anziani. Bobby ha detto: «Non esiste un vaccino che sia sicuro ed efficace.
Tatiana è morta il 30 dicembre.
I suoi funerali sono stati celebrati il 5 gennaio, presso la chiesa cattolica di Sant’Ignazio a Manhattan, nella stessa chiesa in cui nel 1994 si sono svolti i funerali di Jackie Kennedy.
In molti si sono recati a porgere il loro rispetto ad una giovane donna, appassionata sostenitrice del nostro pianeta, le cui ricerche sono sfociate in un libro innovativo, Inconspicuous Consumption (2019) che parla dei costi ambientali nascosti nelle nostre scelte quotidiane.
Al funerale di Tatiana, per volere della famiglia, non ha partecipato Robert J. Kennedy
