Come ho detto la sera dell’11 aprile a chi era all’incontro, perché la conosceva o perché la voleva conoscere, tutto è cominciamo come “….la storia di un bonifico di mezza estate….”

Ci abbiamo lavorato un po’, con il Consiglio Direttivo, per capire chi fosse questa persona, questa donna che ha predisposto la messa all’asta dei suoi effetti personali ; Asta la vista”, così ha chiamato questo lasciare le sue cose personali  quali mobili, cose curiose e di un qualche valore che aveva a casa, ai suoi amici affinchè il ricavato, alla sua morte,  fosse devoluto a due realtà associative, che probabilmente per lei erano importanti. 

L’una (l’Associazione Parkinson Padova) aveva seguito e accompagnato il marito di Maria Vittoria nell’ultima parte della sua vita.  Maria Vittoria era sposata con il Prof. Luciano Arcuri, qui a Padova.

Non è dato sapere quali siano state le peculiarità o i meriti, la particolare attività che abbiano fatto nella nostra Casa l’altro ente a cui Maria Vittoria si è diretta nel suo gesto di sostegno e valorizzazione.

Nemmeno le sue amicizia più care hanno saputo dare un indizio; fatto sta che ha pensato a noi e mi piace immaginare che sia per l’afflato, l’aspirazione al senso di libertà e di indipendenza della persona  che sono tra i fondamentali dei valori della Casa, e che erano  condizione e indicazione trainanti della sua vita.

Dalle foto di Maria Vittoria si intuisce una donna minuta ma che, come spesso succede, nasconde in una taglia SMALL un carattere LARGE. 

Mi ha da subito incuriosita la  mancanza di testi, di suoi articoli, di suoi lavori: un portfolio professionale, accuratamente cancellato dall’etere da lei stessa;  dopo di che  due aspetti mi hanno colpita e convinta che conoscerla, pardon scoprirla, fosse una strada da intraprendere. 

Quando chiedevo di lei mi veniva riferito. “ L’ho conosciuta perché era la moglie del Prof. Arcuri, ma il rapporto poi si è saldato intorno a  lei ….”.  Come ricorderete l’estate scorsa la Casa era impegnata sul fronte dell’organizzazione del Convegno dedicato alla figura di Franca Ongaro, altra donna conosciuta più per il nome del marito, Franco Basaglia, che per il proprio, indipendentemente dalle proprie intrinseche capacità. Consuetudine frequente nella vita delle donne, tutta da spezzare a favore di una sana individualità personale.  Certo è stato immediato associare queste due donne, accomunate dai capelli corti nelle foto e dall’essere..la moglie di…

L’altro aspetto inusuale è stata la capacità di Maria Vittoria, raccontata dalle sue amiche, di programmare la sua partenza da questa vita: la sua intelligenza usata per pianificare, usata per sostenere la sua forza d’animo di fronte a questo “contrattempo” (sua descrizione della diagnosi della malattia che l’aveva attaccata). Intelligenza e forza d’animo usate per sostenere anche il rapporto con le sue amicizie. Nessun piangersi addosso.

L’amicizia era un terreno che, mi è stato raccontato, Maria Vittoria coltivava con dedizione e cura, amore, presenza, piccole attenzioni che …”tenevano alto lo spirito” dello stare insieme. Gioco di parole che mi ha fatto guardare con occhio diverso la voglia di incontrarsi intorno a un bicchiere di Martini, in un party che 

mi sono sentita onorata di organizzare per noi e per chi ha voluto ricordare con allegria e affetto una donna che amava la libertà e l’intelligenza.

Con l’arrivo di Maria Vittoria nella Casa, il Consiglio Direttivo ha pensato di fare il primo passo di un nuovo percorso che vuole dare un nome, una identità  agli  spazi della Casa nei quali programmiamo, agiamo, pensiamo e discutiamo.  Lei è la prima a cui è stata intitolata una delle stanze, ma seguiranno altre donne, come lei Donne Notevoli, da scoprire, conoscere e far conoscere.

Un arrivederci agli amici di Maria Vittoria che ci hanno portato la loro testimonianza e tutta la loro emozione quel sabato 11 aprile. Un grazie all’Assemblea e al Consiglio Direttivo per essersi imbarcati in questa avventura; un abbraccio GRANDE  alle Socie che si sono lasciate coinvolgere e che si sono prestate ad allestire la Casa. Un pensiero profondo a questa donna e a tutte quelle che scelgono di cavalcare la Tigre, uscendo dai percorsi usuali e affrontando le loro paure, personali o sociali.

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