LA FEMMINISTA COLPEVOLE di Deborah Frances-White: dai nostri nobili obiettivi alle nostre peggiori ipocrisie

Il viaggio nel The Guilty Feminist di Deborah Frances-White inizia con la domanda:

Ti sei mai sentita una “femminista colpevole?” Per rispondere ho provato a ricostruire il mio percorso di femminista procedendo a ritroso nel tempo, fino alla tesi di laurea sul Femminismo in Virgina Woolf. E devo dire che mi sono ritrovata in diversi comportamenti “colpevoli”.

La cultura patriarcale educa le donne a convivere con i sensi di colpa, persino nel terzo millennio. Questa convivenza ci spinge ad essere spesso contraddittorie, a credere fermamente nei principi femministi e, contestualmente, ad indulgere in comportamenti, emozioni e pensieri “proibiti”.

Per Frances-White Il femminismo non è una sola cosa, ben definita, ma è “un insieme di movimenti sociali e politici con l’obiettivo comune di definire, sviluppare e reclamare diritti politici, sociali e fiscali per le donne-È un insieme di tribù, spesso in disaccordo tra loro”1. Il cuore del saggio (e del podcast The Guilty Feminist2) pulsa nelle storie di attiviste famose,

intellettuali e donne dello spettacolo, specialmente stand-up comedians3.Ascoltare e/o leggere queste storie contribuisce ad ampliare l’orizzonte di conoscenze sul femminismo e a strapparti più di un sorriso.

Capitolo dopo capitolo scopriamo l’origine profonda della definizione “femminista colpevole” e capiamo le dinamiche comportamentali di individui e di gruppi di persone che l’hanno determinata.

“Abbiamo bisogno di alleate, e possiamo crearne di nuove con la persuasione e l’

autorevolezza-Una grande leadership deriva da due cose: capacità di inserirsi e capacità di

includere altri. Per fare questo devi avere fiducia in te stessa, comunicare la tua autostima alla “tribù” e, fondamentale, mostrare alla “tribù” che tu hai fiducia in loro. Brillante esempio di leadership è Michelle Obama che adotta un metodo di inclusione tutto suo. Manda sempre segnali che comunicano che lei sa che tu hai fiducia in lei, in cosa fa, come si muove. In questo modo Michelle stringe alleanze.”

L’autrice sostiene quanto sia importante dire SÍ alla parte di noi che spesso teniamo nascosta per compiacere gli altri o per quieto vivere, o perchè non troviamo il coraggio di agire diversamente. Diciamo più SÍ, proponiamoci, agiamo. E se non funziona, va bene lo stesso, sarà stato un esperimento. Vale per tutti, direte, ma a maggior ragione per le donne e per le femministe.

Dobbiamo creare tanti “microclimi” dove il talento femminile possa esprimersi, dove storie femminili possano essere raccontate. “Sto parlando di strutture e reti che mettano al centro le

donne e che abbiano aspettative alte su di loro. Sto parlando di posti dove il lavoro, le abilità e i modi di operare delle donne siano ricompensati nei modi che sono stati riservati per tradizione alle controparti maschili. Sto parlando di inventare la “nostra” fiducia nella nostra tribù”.

Una donna che rappresenta al massimo il “potere del sì” è Phoebe Waller-Bridge che in Fleabag4 ha creato donne che non si adeguano alle norme patriarcali, pur rimanendo totalmente femminili. “Conoscere Phoebe è conoscere il “potere del sì in forma umana”.

Ma abbiamo bisogno anche di imparare a dire dei “NO”, ponendo dei paletti e non pensando

sempre che se diciamo “NO” facciamo dispiacere a qualcuno. Dobbiamo imparare a dire: “No, non sono d’accordo con te” e trovare il modo di accettare un “NO”, per esempio da un’altra femminista, altrimenti il femminismo finirà di esistere.”

A chi dobbiamo dire dei “NO”? Chi sono i veri nemici del femminismo? “Il patriarcato è il nemico del femminismo e persino degli uomini. Il femminismo deve combattere quegli uomini che sono strutturalmente, verbalmente e fisicamente violenti e deve anche combattere per quegli uomini che sono spinti dentro una desolante solitudine dalle pressioni patriarcali che li vuole conformi agli ideali tradizionali di mascolinità.”

L’ironia è la cifra stilistica del discorso professionale e umano di Frances-White: “Sono

femminista ma una volta ho partecipato ad una Marcia delle Donne e mi sono tuffata in un

grande magazzino per andare al bagno, e uscendo, mi sono distratta per provare delle creme per il viso, e quando sono uscita, la marcia non c’era più”. Sono femminista ma come posso portare avanti la lotta femminista? Deborah suggerisce un percorso: “Non deve crearci pressione

risolvere in un pomeriggio problemi spalmati su migliaia di anni. Cominciamo dal “piccolo” , troviamo quello che funziona per noi. E poi facciamo quel che possiamo.”

Sono femminista ma…Non disdegno alcuni “piaceri colpevoli”, come:

Nozze: “Sono una femminista ma ho trascorso più tempo a cercare il mio abito da sposa di quanto ne abbia speso a protestare, in tutta la mia vita.” Superficiale? Narcisita?

Commedie romantiche: “Sono una femminista ma, segretamente, adoro il film Pretty Woman”

Cosa spinge una femminista a guardare questi film?

E l’elenco continua con altri “piaceri colpevoli”: Pappagallismo (Catcalling), Trucco ( Make-up),

Travesimento (Dress-up ), Musica Rap, Fantasie BDSM5. Anche questo è femminismo

colpevole? Dice Rebecca West in Black Lamb and Grey Falcon: “Solo una parte di noi é sana…L’altra metà ama il dolore e la sua disperazione notturna più oscura. Questo doppio stato è umano”.

Il mio viaggio alla scoperta della femminista colpevole che è in me si conclude qui e mi lascia una grande soddisfazione. Mi sono divertita, ho imparato sfaccettature del femminismo che ignoravo, ho scoperto, o riportato in superficie, frammenti nascosti di me stessa, e ho trovato delle connessioni culturali molto stimolanti. Ringrazio per questo dono mia nipote Vera che ha comperato il libro, ne ha letto una parte e l’ha lasciato lì, nella sua libreria di ventenne. Alla mia richiesta di cosa ne pensasse, mi ha risposto: “Conosco già queste cose…” Forse lo riprenderà in mano tra qualche anno, in momenti di maggiore riflessività. Ora per lei è tempo di agire.


1 Le citazioni sono tradotte da Ornella Fortuna

2 Deborah Frances-White, ideatrice e conduttrice del podcast “The Guilty Feminism”, è una stand-up comedian, e un’apprezzata sceneggiatrice, relatrice in convegni di formazione aziendale su diversità e inclusione. Ascoltate il suo famoso podcast Charisma vs Stage Fright

3 Comici e comiche che intrattengono il pubblico stando in piedi e rivolgendosi direttamente a loro. Sono più di semplici artisti che raccontano barzellette; Che tu sia in un comedy club o stia guardando uno speciale sul tuo divano, la stand-up comedy è una celebrazione dell’esperienza umana, con tutte le sue stranezze, sfide e gioie.

4 Vai a Ti suggerisco_FLEABAG Newsletter N.58 della casa delle Donne di Padova

5 BDSM: Bondage, Discipline /Domination, Sadism, Masochism (come pratica sessuale)

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