COTTO E MANGIATO… Il corpo, la casa, il viaggio Newsletter N.81

 

Cotto e mangiato… recitava lo slogan di una trasmissione televisiva di qualche tempo fa… slogan efficace per rendere l’idea di una cosa che velocemente si pensa, si realizza e poi… si apprezza a tavola, possibilmente in compagnia.

Il corpo, la casa, il viaggio, parafrasando: titolo efficace per rendere l’idea del nuovo Corso di scrittura che abbiamo organizzato in Associazione, un corso che parte dal sé per andare lontano, in viaggio verso mete ambite o terre sconosciute.

L’ ideazione e pubblicazione di questo corso, ahimè, non sono state così veloce come quelle dei menu proposti in tv! Che poi, a dire il vero, anche per una cena, per arrivare al manicaretto in modo veloce ma ineccepibile serve aver curato nei dettagli la preparazione, la cui fatica spesso non si vede ma determina il risultato finale: ingredienti scelti e spesa fatta – vale a dire aver deciso cosa cucinare e procurato il necessario; cucina in ordine – vale a dire location di lavoro definita e agibile; pentolame e mestoli vari tutti schierati – vale a dire servono le attrezzature giuste per fare le cose.

Ultimo ma non ultimo! Servizio da tavola da migliori occasioni, vale a dire che anche l’occhio vuole la sua parte, non conta solo il contenuto ma anche la sua presentazione. E poi… e poi… e poi… la cura degli e delle ospiti, che sono tuttƏ ospitƏ d’onore coloro che invitiamo al nostro desco!

È in questo modo, sostanzialmente, che abbiamo pensato e realizzato il Corso di Scrittura che si terrà alla Casa dal prossimo 8 settembre. Sull’onda delle precedenti edizioni, con il piacere di rinnovare l’esperienza nutriente e stimolante del confronto di sé con gli e le altrƏ, in un ambiente che permetta la fuga da sé per travestirsi di abiti nuovi e di inventare luoghi diversi da quelli che abitualmente la nostra mente abita di solito; viceversa, per avere modo di mettere a nudo se stessƏ  in un ambiente protetto,  permettendoci di ripensare a momenti della nostra vita vissuta, quelli che lasciano sul corpo un  segno che dura a lungo o invece ci hanno solo sfiorato, come il profumo di un gelsomino al tramonto: lascia vuote le mani ma segna la nostra pelle.

E forse per questo – per quel bisogno di tracce che restano – che il volantino mi cattura con la sua sensazione romantica di qualcosa di un po’ retrò: sarà il color seppia delle immagini, sarà l’evocativa silhouette del corpo di donna – quel vedo e non vedo intrigante. Sarà quel binario, quella possibilità di movimento accennato, a permettere di allontanare la fatica di mettere insieme le date degli incontri, di ricominciare daccapo quando l’apertura del bando è andata a scatafascio per problemi burocratici; di dimenticare le bizze di una intelligenza artificiale che promette “faccio tutto io, tu rilassati” e quando non riesce nemmeno a gestire una semplice modifica ai dati e sei tu… che devi rifare tutto daccapo.

Per fortuna non si fa tutto da sole, perché tutto è germinato ed è proseguito insieme, io e le nostre scrittrici/relatrici del corso: nella nostra “cucina elaboratoriale” ciascuna ha avuto un compito, tecnico e inventivo, per arrivare a definire i contenuti, i titoli, le date, le immagini, per quel sostegno reciproco che sgombra la strada quando ci si impantana, fino a quell’evviva quando il bando è passato in commissione, a quell’urrà finale quando a soli due giorni dalla pubblicazione abbiamo ricevuto adesioni più che sufficienti per dirci soddisfatte.

Quel binario ora, quel treno sono lì che aspettano: aspettano che noi saliamo a bordo e iniziamo il nostro viaggio. Sempre in compagnia: una combriccola di aspiranti scrivane in attesa del fischio di partenza.

Affrettatevi…ci sono ancora pochi posti disponibili!!!!!

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