ACCADE IN IRAN: FARZANEH OKHOVAT E LE 100 BIBLIOTECHE di Rosalia Di Nisio Newsletter N.81

Mi sono trasferita da poco in una frazione di Trento. Essendo pensionata, avrei potuto sentirmi spaesata nella nuova realtà. Ma la partecipazione ad attività del territorio mi ha aiutata ad integrarmi nella comunità locale, come la frequenza di ‘Fili di storie’ presso la ‘Piccola Biblioteca di Cadine’. Aperto a chiunque — in pratica frequentato principalmente da donne — il gruppo ha l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze e punti di vista personali, anche attraverso la lettura di un breve testo narrativo, poetico oppure saggistico, e, altre volte, l’accoglienza di ospiti con un vissuto da condividere.
Recentemente, il gruppo ha ospitato Farzaneh Okhovat, una signora iraniana in visita a sua figlia a Trento. Farzaneh ha presentato il progetto a cui lavora in Iran: l’organizzazione di biblioteche per adulti e bambini in villaggi sparsi nell’Iran rurale. Prova della sua determinazione nel perseguire l’obiettivo è il traguardo raggiunto ad oggi: la realizzazione di un centinaio di biblioteche, di cui una decina all’interno di carceri e altrettante all’interno di piccole strutture sanitarie.
Con la mediazione linguistica della figlia, l’incontro si è sviluppato attorno alle domande poste dai presenti su dettagli del progetto, in particolare sulle modalità adottate e sulle finalità del lavoro. Due interventi hanno sollecitato un parallelo con il romanzo di Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, dove la letteratura diventa strumento per interpretare la realtà sociale e politica. Senza entrare nello specifico del libro citato, Farzaneh ha spiegato la centralità nel suo progetto della qualità della comunicazione tra chi coordina un gruppo e chi si avvicina ad un libro. Finalità irrinunciabile è il riconoscimento e la valorizzazione dell’identità di quanti vivono in comunità emarginate rispetto ai centri urbani.
Come ha commentato successivamente Pia, una delle partecipanti di ‘Fili di Storie’, Farzaneh “ci ha mostrato un modo di resistere mite e nello stesso tempo coraggioso, attraverso […] la conoscenza e l’apertura verso mondi e persone altri da noi […] ”. L’affermazione dà senso e forza al richiamo lungimirante alla pace più volte fatto dalla gentile ospite iraniana, e, allo stesso tempo, placa una certa inquietudine in chi scrive rispetto all’aspettativa di un’azione più immediatamente dirompente con il regime iraniano.

Approfondimenti in Newsletter N.38
LEGGERE LOLITA A TEHERAN di Azar Nafisi. Ieri: un seminario di letteratura  tra donne per sopravvivere al regime. Oggi: Mahsa Amini e “Donne, vita, libertà” in un paese che al regime si ribella.

Rosalia Di Nisio è una ricercatrice e linguista, già assistente universitaria e dirigente scolastico dell’Istituto tecnico Sansovino di Oderzo. Ha pubblicato saggi accademici, materiali didattici sulle varianti dell’inglese e studi sull’acquisizione linguistica e sulla traduzione comunicativa. È autrice di Early Incidental Second Language Acquisition Through Television, ha collaborato con RaiPlay Sound per programmi culturali e di lettura.

 

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