Ti suggerisco: Penelope tra le isole-libro -Newsletter n. 83

Quando è partita, Penelope aveva in mente le parole di Ulisse: le voci delle sirene possono essere insidiose. Lungo la scia bianca impara a guardare ogni essere nella sua rotondità, con i cinque tratti di personalità di cui parla Will Storr, che in dosi diverse ci abitano tutte. Le sirene sono curiose di ogni cosa che accade nel mondo, costanti nel loro canto, in cerca di compagnia, ospitali con chi passa e così sensibili al buio delle profondità da saperle attraversare. Non sono soltanto insidiose, dunque: sono sorelle. Di maghe arcigne nemmeno l’ombra; Circe, anzi, le insegna ad accogliere quelle voci, senza cera nelle orecchie e senza corde. È l’altra faccia della luna e Penelope la guarda mentre raggiunge le isole-libro: ognuna ha un tratto dominante, ma nessuna si lascia ridurre a quello. Gli Specchi rimandano immagini, le Gabbie trattengono, il Fuoco brucia e illumina, le Tavole radunano, il Telaio testimonia. Di isola in isola una sirena naviga al fianco di Penelope e delle sue compagne e sceglie per ciascuna i brani capaci di incantarle il suo nome è Paola Zecchino. Così Penelope approda desiderosa di scoprire quel piccolo cambiamento che ogni libro lascia in chi lo legge, e di cui l’inchiostro bianco è la traccia.
L’isola degli specchi
Penelope, tra riflessi incrociati, poggia i suoi piedi nell’isola degli specchi. Dapprima è abbagliata, apre e chiude gli occhi, finché non è raggiunta da tre redattrici della newsletter Casa delle donne di Padova. Quelle la prendono per mano e la portano a rileggere le stagioni della vita e i corpi che cambiano, realtà che non sono sconosciute a Penelope. Con “Vestiti selvatici” e “Lilith e Lola” molti dettagli acquistano luce. Due raccolte di racconti: del primo Adriana Ferrarini svelerà le pieghe degli abiti insieme a Elianda Cazzorla. Del secondo Gianna Pia Tucci indagherà strane relazioni, come quella tra un corbezzolo e un divorzio, o tra Teflon e Quasar. Lo specchio si sposta in un’altra redazione, Penelope scandisce: “Leggendaria”, rivista di libri, letture e linguaggi fondata da Anna Maria Crispino, nella cui redazione allargata lavora anche Silvia Neonato, che dirige “Letterate Magazine”. Silvia Neonato racconterà il bimestrale in dialogo con Elianda Cazzorla.
Nel programma: Vestiti selvatici, 28.10 — Lilith e Lola, 17.11 — Leggendaria, 19.11
L’isola delle gabbie
Penelope segue la scia dell’inchiostro bianco e getta l’ancora, con prudenza, nell’isola delle gabbie. Qui i corpi delle donne si scontrano con le istituzioni che dovrebbero curarli, e ne restano invece imprigionati: la scuola in “Aula voliera” di Floriana Coppola, dove una malattia costringe la protagonista a fermarsi e il diario diventa l’unica via di fuga da un’aula ridotta a voliera; l’ospedale in “Mezzanotte meno un quarto” di Daniela Stallo, dove il trauma di una maternità interrotta resta sepolto sotto la freddezza burocratica finché non trova voce; la clinica in “Il silenzio che non mi appartiene” di Alessia Carsughi e Cristina Bruni, dove l’anoressia smette di essere un sintomo muto e diventa parola condivisa. Tre gabbie diverse, un solo movimento: da ognuna, a un certo punto, si esce scrivendo.
Nel programma: Aula voliera, 31.10 — Mezzanotte meno un quarto, 9.11 — Il silenzio che non mi appartiene, 13.11
L’isola del fuoco
Un bagliore guida Penelope all’isola del fuoco. “Il riso il pianto le lotte” e “Non ho fatto poi così tanto” di Alessia Bruni restituiscono voce alle anarchiche e alle partigiane della Romagna, donne che hanno tenuto acceso un fuoco — quello della lotta, della clandestinità, della scelta — mentre la Storia ufficiale le lasciava ai margini. Quel fuoco non si spegne: si sposta, qualche decennio più tardi, nella Padova di “Di foglie e di piombo” di Laura Bettini, tra movimenti studenteschi e lotte operaie degli anni ‘70, dove ancora si combatte — e si scrive — per decidere da che parte stare.
Nel programma: Il riso il pianto le lotte / Non ho fatto poi così tanto, 17.10 — Di foglie e di piombo, 3.11
L’isola delle tavole
Penelope trova infine porto dove le tavole sono apparecchiate. Qui il Gruppo Donne di Ponte San Nicolò racconta, in “1985-2025”, quarant’anni di un percorso associativo: gli anni passati a sedersi intorno a un tavolo per decidere, discutere, restare insieme. Accanto, “Leggero e nutriente” di Maria Luisa Cerrone porta la sua nota di allegria: la cucina non più gabbia ma piacere condiviso, sapere tramandato, risate tra i fornelli. Dopo tante isole di ferite, qui si racconta solo la gioia di stare insieme.
Nel programma: Leggero e nutriente, 5.11 — 1985-2025 Gruppo Donne di Ponte San Nicolò, 7.11
L’isola del telaio
Penelope lascia l’isola delle tavole e la scia la porta dove il telaio non tesse, ma testimonia. È il mito di Filomela: violata, le tagliano la lingua perché non racconti. Restano le mani. Nell’ordito che intreccia scrive ciò che la voce non può più dire — il primo racconto di uno stupro affidato a un filo invece che a una parola. A quella tela antica si riannoda oggi “Incontrare la violenza di genere” di Elena S. La Rosa, che attraversa i miti legati alle violenze sulle donne: quanto a lungo, prima di noi, altre hanno dovuto tessere per farsi ascoltare. Non è un caso che questa sia l’ultima isola del viaggio, la più a sud, quella che il calendario colloca a ridosso del 25 novembre: il giorno in cui il mondo si ferma un momento a guardare quello che Filomela già sapeva.
Nel programma: Incontrare la violenza di genere, 27.11 (ore 17:30, Palazzo Moroni, sala Paladin — presentazione di Fiorenza Milano). L’incontro si tiene nei giorni della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Elianda Cazzorla
