LO SCAFFALE DELLE POETE – Piccola Officina Di Versi – Newsletter n.83

SCAFFALE DELLE POETE – Invito alla Piccola Officina di Versi – a cura di Adriana Ferrarini
Mercoledì 4 novembre — con Fernanda Ferraresso h. 17.00
Mercoledì11 novembre — con Silvia Favaretto e Lucia Guidorizzi
Cosa portare: un taccuino, una penna e la curiosità di mettersi in gioco.

 

Che cosa hanno in comune una foglia di felce, un broccolo romanesco e una poesia?

La risposta sta in una parola affascinante che unisce la scienza alla letteratura: il frattale.

In natura, un frattale è una forma in cui ogni parte riproduce, in piccolo, la struttura dell’insieme. Se stacchiamo un piccolo rametto da un broccolo romanesco, scopriamo che contiene la stessa forma del cespo intero. Il piccolo contiene il grande.

Forse qualcosa di simile accade anche nella poesia.

Una parola può contenere un verso. Un verso può contenere una poesia intera. E a volte basta una pausa, un respiro, una sillaba pronunciata in un certo modo, un suono perché qualcosa cominci a prendere forma.

Perché la poesia, prima ancora di essere scrittura, è voce.

È ritmo, respiro, suono. È qualcosa che si ascolta prima ancora di leggerlo. Le parole possono essere sussurrate, gridate, cantate, dette lentamente o tutte d’un fiato. Possono stare nella bocca prima di arrivare sulla pagina.

La scrittura arriva dopo: è un modo per fermare quella voce, per conservarla, per farla viaggiare nel tempo e nello spazio. Un po’ come una melodia che non nasce sul pentagramma, ma sul pentagramma viene annotata perché qualcun altro possa ritrovarla e farla risuonare.

Si può fare poesia anche senza conoscere le note.

Si può fare poesia anche prima di sapere come scriverla.

E forse proprio per questo la poesia è stata, da sempre, anche una forma di condivisione: si recitano versi, si cantano, si ripetono insieme. La poesia passa da una voce all’altra e, ogni volta che viene pronunciata, torna a vivere.

Da qui nasce la PICCOLA OFFICINA DI VERSI, che a novembre propone due incontri laboratoriali all’interno di FUORICASA, la manifestazione femminista della Casa delle Donne di Padova.

Non saranno lezioni sulla poesia e nemmeno incontri in cui stare semplicemente ad ascoltare. Saranno occasioni per ascoltare, leggere, pronunciare, giocare con le parole e provare a scrivere, accompagnate dalla voce e dall’esperienza di tre poetesse.

In ogni incontro ci saranno parole da ascoltare e parole da mettere alla prova, esercizi e piccoli vincoli, ma anche spazio per quello che ciascuna porterà con sé.

Non serve aver già scritto poesie. Non serve sapere “come si fa”. Basta avere voglia di ascoltare le parole e di vedere che cosa succede quando diventano voce.

Il calendario degli incontri

Lunedì 4 novembre — con Fernanda Ferraresso

Il primo incontro sarà guidato da Fernanda Ferraresso, poetessa e ricercatrice della parola, da anni impegnata nella diffusione della poesia e nella pratica della scrittura condivisa.

Con lei entreremo nell’Officina partendo dalle parole che abbiamo più vicine: quelle del quotidiano, del corpo, delle relazioni, delle cose che ci accadono. Attraverso esercizi e suggestioni proveremo a trovare un ritmo, una voce, un modo personale di stare dentro le parole.

Lunedì 11 novembre — con Silvia Favaretto e Lucia Guidorizzi

Il secondo incontro sarà un incontro a due voci.

Silvia Favaretto, scrittrice, docente e traduttrice, lavora tra poesia, traduzione e cultura latinoamericana. La sua scrittura attraversa il corpo, l’identità, la quotidianità e la lingua, spesso giocando sul rapporto fra italiano e spagnolo.

Lucia Guidorizzi, poetessa e saggista, conduce da anni una ricerca intorno alla memoria, al mito e alle figure femminili, intrecciando poesia, letteratura e simboli.

Silvia e Lucia proporranno insieme letture, suggestioni ed esercizi per entrare nella poesia attraverso due voci diverse, che potranno incontrarsi e rispondersi.

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