28 Marzo 2026: 10, 100, 1000 Piazze di donne per la Pace di Donne in Nero Padova-Newsletter N.78
“In guerra le donne sono due volte vittime: come popolazione civile e come donne.” È Lucia che legge. Continua Manuela: “In guerra la violenza domestica aumenta perché la violenza endemica della guerra e la violenza contro le donne sono figlie del Patriarcato”. “In guerra alle donne è negato il diritto di una gravidanza e un parto sicuri, il diritto di nutrire e crescere i figli. Si chiama Genocidio riproduttivo.” E così, una dopo l’altra, tutte le donne presenti, e anche qualche uomo, leggono un brevissimo testo, una citazione, uno slogan.
Sullo sfondo spiccano grandi teli colorati, veri patchwork, che recano immagini e parole di pace. Accanto a quello delle Donne in Nero ce n’è uno grandissimo su cui puoi leggere PACE in tante lingue. Tante quante sono le donne straniere che attraversano la Casa delle Donne. Un altro è ancora per terra in fase di assemblaggio: molte donne hanno portato qui il loro quadrato di stoffa e insieme lo uniscono agli altri. Alla fine i puzzle formeranno quasi delle quinte teatrali. Intanto, nel mezzo del “palcoscenico”, l’assessora Margherita Colonnello, accolta da calorosi applausi, porta i saluti dell’Amministrazione Comunale che ha concesso il Patrocinio. A rendere l’atmosfera sempre più accogliente e inclusiva si alzano le prime note della chitarra di Rachele Colombo, brava e generosa cantautrice che non rifiuta mai gli inviti ad esibirsi pubblicamente perché lavorare con le donne e lavorare per la pace sono sue scelte di vita. Intona un primo testo e poi chiama attorno a sé le donne del Coro della Casa delle donne e si alza “Il Canone della Pace”.
Sempre più passanti si fermano incuriositi e attratti dalla voce magica e profonda di Maria Grazia Mandruzzato che recita alcune poesie che riportano il pensiero di tutte/i al Genocidio che si sta consumando in Palestina.
Ai palestinesi, ai pochi israeliani che con coraggio sfidano il disegno criminale del loro governo, alle vittime di guerra ucraine e russe, ai sudanesi di cui così poco parliamo, a tutte le vittime dei 50 e più conflitti che dilaniano questo nostro mondo, a quanti si rifiutano di combattere e affrontano incarcerazioni, espulsioni e persecuzioni è dedicata questa giornata. Tessere la pace è ciò che noi donne sappiamo e vogliamo fare. Con pazienza, con tenacia intrecciamo fili di dialogo senza arrenderci di fronte alle inevitabili difficoltà, ai nodi, alle rotture perché sappiamo che non c’è altra via per affrontare e sbrogliare i conflitti in un’epoca in cui il tabù delle armi atomiche che tutto e tutti annichiliscono è stato sdoganato. “Tra uccidere e morire c’è una terza via, VIVERE.” E chi, se non noi donne che la vita la diamo, la nutriamo, la curiamo può proteggere l’umanità dalle minacce incombenti?
La voce calda e suadente di Chiara Patronella ci accompagna fino alla fine di questa bella mattinata che perfino il sole ha voluto omaggiare, regalandoci un insperato tepore.
Grazie a tutte le donne e le Associazioni che ci hanno aiutato a costruire questo evento. Hanno collaborato con noi Donne in Nero e Centro Pandora la Casa delle Donne di Padova, le associazioni Lottodognimese, Udi di Cadoneghe, Associazione per la Pace, Donne di Ponte San Nicolò, Gruppo Filò, Coordinamento Donne Cgil.

